Cornea coppia amatoriale succhiare e cazzo di

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TI VOGLIO BENE, MA MI PIACCIONO DI PIU’ LE donne (prima parte) Lavoravamo nella stessa azienda da un anno. Io impiegato amministrativo e lei impiegata commerciale. Era un po’ più vecchia di me e ci incontravamo tutti i giorni lavorativi in mensa. 1 ora e mezza di chiacchiere assieme ad altri colleghi appena assunti e la solidarietà che si viene a creare tra persone precarie, che possono essere licenziate da un mese all’altro. Senza sicurezze e tanti sogni da realizzare. Io ero reduce da una storia finita male, due donne che fanno l amore lei parlava poco della sua vita sentimentale, ma dimostrava una certa simpatia per me. Quando gli altri uscivano a fumare o a fare due passi, noi due restavamo lì a parlare e parlare. Pur non avendo un corpo proporzionato, era una femmina molto sexy e, quando passava, tutti i maschietti si giravano a guardarla. Di media statura, era penalizzata da anche molto larghe ed un sedere importante che dissimulava evitando i pantaloni ed indossando sempre gonne sopra il ginocchio. Ma, proprio per questo, con quel suo sculettàre veloce, alimentave le fantasie più sfrenate. Tutto in lei era molto femminile, dai capelli nerissimi e lunghi sempre acconciati, al naso greco tipo Anna Kanakis, al viso magro e perennemente arricchito dal rossetto e dal mascara per le ciglia, che incorniciava due occhi scuri e maliziosi. Niente magliette, niente jeans e maglioncini. Il suo seno, normale e sodo, si faceva indovinare solo sotto camicette e scollature senza eccessi. Non aveva peli sulla lingua e parlava molto in fretta, così in fretta che al telefono, una volta, mandò un cliente di rilievo a fare in culo. Seguirono indagini e test sulla voce per riconoscere la colpevole e, anche se non c’erano prove sicure, venne trasferita in un ufficio amministrativo… il mio! Inutile dire che la nostra familiarità aumentò giorno dopo giorno finchè un pomeriggio, mentre il capufficio era assente, se ne uscì con: – Senti, ti va se stasera andiamo a mangiare una pizza, noi due da soli? Potevo dire di no… Nooo! Alle 18.30 siamo usciti, ciascuno sulla sua macchina perchè la direzione non vedeva di buon occhio gli inciuci fra dipendenti. Ci siamo incontrati in una piazza poco distante ed io sono salito sulla sua vettura. Mi sentivo emozionato, spaventato. Era più di un anno che non facevo sesso e mi chiedevo cosa frullasse nella sua testa. Lei, siti porno gratis in italiano tranquilla come una tartaruga, ha guidato fino alla pizzeria che avevamo scelto ma, invece di parcheggiare sotto i lampioni, ha sostato in un angolo buio. Senza dire una parola, mi ha guardato e mi ha infilato la lingua in bocca. Ha cominciato a toccarmi i genitali e mi ha abbassato i pantaloni ed i boxer. Mi sentivo come un deficiente imbranato, ma come facevo a dire di no? CONTINUA

CONVIVENTI OMOSESSUALI ED ETERO – LA NUOVA LEGGE

CONVIVENTI OMOSESSUALI ED ETERO – LA NUOVA LEGGE Salve a tutti. Sono un’avvocato/a lesbica di 45 anni. La mia non è una storia erotica, è un contributo libero e volontario all’informazione e contro l’omofobia. Tutti ne hanno sentito parlare, ma pochi sanno cos’è. La nuova legge relativa alle Unioni Civili stabilisce che i gay e le lesbiche, purchè maggiorenni, possono unirsi civilmente dI fronte a due testimoni ed al Sindaco, oppure ad un Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza. Questo documento sarà registrato e sancirà la scelta del regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni). Le Unioni Civili non avranno validità nel caso esista già un altro matrimonio o un’altra Unione non sciolte, parentele col partner, infermità Storia lesbica con una donna mentale o condanne penali per reati gravi contro l’ex compagno o coniuge. La legge è innovativa perchè garantisce gli stessi diritti e gli stessi doveri di un matrimonio, escluso l’obbligo della fedeltà coniugale. Tra i diritti sottolineo: – la reversibilità della pensione – gli assegni familiari – i permessi di lavoro per i parenti gravemente malati – il ricongiungimento e la cittadinanza per i non italiani che devono aiutare il compagno se gravemente ammalato o non in grado di intendere e volere. Tra i doveri: – la convivenza – la comune contribuzione alle necessità familiari – la reciproca assistenza. Se il compagno muore, la liquidazione lavorativa spetta al partner. Il diritto di poter adottare il figlio del compagno (stepchild adoption), al contrario, non è stato approvato. Perciò i giudici decideranno di volta in volta secondo le leggi già in vigore. L’Unione Civile si scioglie dichiarando questa volontà all’Ufficiale di Stato Civile. Se uno dei due contraenti cambia il proprio sesso, l’Unione è sciolta automaticamente. Viceversa, diventa Unione Civile il matrimonio tradizionale quando entrambi i coniugi vogliono mantenere i diritti/doveri civili. Inoltre, le coppie etero oppure omosessuali hanno la possibilità di firmare un Contratto di Convivenza davanti ad un notaio. Purchè siano maggiorenni, effettivamente conviventi e legati da affetto e reciproca assistenza. I conviventi godono degli mamme italiane che si scopano i figli stessi diritti/doveri di chi è sposato in tema di: – informazioni e decisioni sulla salute del partner in caso di malattia o ricovero ospedaliero – donazione degli organi – esecuzione di funerale e sepoltura – colloqui e permessi dei carcerati. Il Contratto di Convivenza può essere modificato in qualsiasi momento ed annullato in modo condiviso o unilaterale. Il convivente in stato di necessità riceverà un assegno di mantenimento calcolato in base alla durata della coabitazione. E la casa? Qualora muoia il convivente unico proprietario dell’abitazione di residenza, l’altro può restare non più di cinque anni. Se il convivente morto era l’unico titolare dell’affitto, l’altro può sostituirsi a lui nella locazione. Infine, il Contratto di Convivenza dà gli stessi diritti di un matrimonio per l’assegnazione di case popolari e/o sussidi comunali. Un saluto a tutte le lesbo ed i gay italiani.

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